Famiglia

La famiglia nel corso del tempo ha subito una serie di importanti cambiamenti: il nucleo familiare tradizionale, fondato sul matrimonio e sulla centralità dei figli, ha lasciato spazio ad altre forme diverse di famiglia. Alcune sono la conseguenza della separazione dei coniugi e possono essere formate anche da un solo genitore con figli. Altre nascono sulla base di un rapporto di convivenza di fatto e, di frequente, in esse convivono anche i figli dei rispettivi compagni, trattasi delle cosiddette “famiglie allargate”. Il Legislatore non poteva rimanere inerte di fronte a tali cambiamenti sociali, per cui sono state introdotte diverse leggi dirette a tutelare queste nuove forme di famiglia. Tra le normative più importanti va ricordata quella in tema di responsabilità genitoriale a seguito della crisi del matrimonio o del rapporto tra i genitori di figli naturali. Un’altra importante novità è rappresentata dalla recentissima legge sulle unioni civili, la quale consente alle coppie conviventi che lo desiderino di stipulare degli accordi di convivenza.

Il comune denominatore di tutte le normative riguardanti la famiglia è certamente quello della tutela dei soggetti (in particolare quelli più deboli) facenti parte di questo nucleo sociale stabile, i cui membri sono legati tra loro da sentimenti e progetti di vita comune. Rientrano nel diritto di famiglia la consulenza e i procedimenti sulle seguenti questioni:

  1. Nullità e annullamento del matrimonio
  2. Ordini di protezione e allontanamento del coniuge
  3. Impresa familiare
  4. Comunione dei beni
  5. Scioglimento della comunione
  6. Fondo patrimoniale
  7. Trust
  8. Azioni riconoscimento o disconoscimento paternità
  9. Affidamento e mantenimento dei figli
  10. Responsabilità genitoriale
  11. Collocamento minori
  12. Tutela di minori e del loro patrimonio

Frequenti quesiti in materia di conflitti coniugali

A chi spetta l’assegno di mantenimento nella separazione e nel divorzio?

L’assegno di mantenimento spetta sempre ai figli minori e eventualmente al coniuge che non gode di un reddito adeguato.

se prima i Giudici avrebbero potuto operato una mera comparazione tra la situazione economica dei coniugi, rilevando il divario reddituale la nuova giurisprudenza che si è discostata dal principio secondo cui la misura dell’assegno si misurava sull’impossibilità del coniuge richiedente di mantenere analogo tenore di vita a quello goduto durante il matrimonio, privilegiando il principio dell’autosufficienza attraverso il quale la solidarietà post coniugale cede il passo alla solidarietà sociale, adesso in maniera epocale i criteri sono mutati.

In forza dei doveri di autoresponsabilità …il figlio maggiorenne non può pretendere la protrazione dell’obbligo di mantenimento oltre ragionevoli limiti di tempo. Al coniuge assolutamente privo di reddito spetterà un assegno. Lo stesso assegno potrebbe non spettare al coniuge la cui posizione soggettiva possa avere fondati sviluppi per produrre reddito. Niente più spazio al parassitismo filiare e coniugale e riformulazione del concetto di “coniuge debole”.

 

Cosa è il tenore di vita matrimoniale ai fini della determinazione dell’assegno?

ove fosse ancora valido (vedasi sentenza n. 11505/2017 e sui successivi sviluppi – . Sezioni Unite 18287/2018) , non esclusa la sua persistente validità, esso costituisce un parametro economico dello stile di vita mantenuto dalla famiglia in regime di convivenza. Alla luce delle modifiche coniugi non vanno più considerati per la loro passata storia familiare, ma come persone singole e nella loro singola capacità di determinarsi.

2.1. Criteri per la determinazione dell’assegno di mantenimento.

alla luce delle modifiche sono sicuramente collegati alle prove che il singolo soggetto produce nel giudizio e alla valutazione del comportamento dei soggetti nella vita matrimoniale con particolare interesse a quanto ciascuno di loro abbia contribuito alla costruzione del patrimonio familiare.

L'assegno di mantenimento può essere modificato?

Al variare delle circostanze e al sopravvenire di nuove o eccezionali circostanze l’assegno può essere modificato sia in melius che in peius a domanda dell’avente diritto.

La procedura deve essere seguita da un legale il quale informerà le parti dei vantaggi di ricorre al tribunale o di addivenire ad un accordo sottoscritto dalle parti davanti ai legali di ciascuno adottando la procedura della negoziazione assistita.

In caso di inadempimento del coniuge obbligato a corrispondere l'assegno di mantenimento cosa si può fare?

Azione espropriativa presso terzi o presso lo stesso debitore- Sequestro dei beni – Ordine di pagamento diretto al datore di lavoro –
iscrizione di Ipoteca sui beni immobili

I nonni sono obbligati al mantenimento dei nipoti?

I Nonni hanno diritto di assistere alla crescita dei nipoti.

SI. potrebbero essere obbligati a versare un somma in caso di inadempienza dell’obbligato principale.

l’azione va proposta nei confronti dell’obbligato principale e dei nonni con ricorso davanti al Tribunale.

Ci sono norme penali che puniscono le violazioni degli obblighi di assistenza familiare?

SI. il codice penale nei confronti delle persone unite in matrimonio prevede che: art. 570 c.p. ” Chiunque, abbandonando il domicilio domestico [45 2, 143 2, 146 c.c.], o comunque serbando una condotta contraria all’ordine o alla morale delle famiglie, si sottrae agli obblighi di assistenza inerenti alla responsabilità genitoriale [20112433_1] [147, 316 c.c.]o alla qualità di coniuge [20112433_2] [143, 146 c.c.], è punito con la reclusione fino a un anno o con la multa da 103 euro a 1.032 euro.
[II]. Le dette pene si applicano congiuntamente a chi:
1) malversa o dilapida i beni del figlio minore [o del pupillo] [20112433_3] o del coniuge;
2) fa mancare i mezzi di sussistenza ai discendenti [540; 75 c.c.] di età minore, ovvero inabili al lavoro, agli ascendenti [540; 75 c.c.] o al coniuge, il quale non sia legalmente separato [per sua colpa] [20112433_4] [146, 150, 151 c.c.].
[III]. Il delitto è punibile a querela della persona offesa [120] salvo nei casi previsti dal numero 1 e, quando il reato è commesso nei confronti dei minori, dal numero 2 del precedente comma [20112433_5].
[IV]. Le disposizioni di questo articolo non si applicano se il fatto è preveduto come più grave reato da un’altra disposizione di legge

Mentre  è anche previsto all’art. 570 bis c.p.c ( Articolo inserito dall’art. 2, comma 1, lett. c) d.lgs. 1 marzo 2018, n. 21) che:

” [I]. Le pene previste dall’articolo 570 si applicano al coniuge che si sottrae all’obbligo di corresponsione di ogni tipologia di assegno dovuto in caso di scioglimento, di cessazione degli effetti civili o di nullita’ del matrimonio ovvero viola gli obblighi di natura economica in materia di separazione dei coniugi e di affidamento condiviso dei figli.

Se i genitori non sono sposati si applicano le stesse disposizioni?

In parte. il principio non potrebbe mai mutare e non garantire la famiglia di fatto oppure un minore figlio di persone non coniugate,

nè muta per effetto dell’introduzione dell’art. 570 -bis cod. pen.. La condotta del genitore non coniugato che non corrisponde l’assegno di mantenimento a favore del figlio minore nato fuori dal matrimonio è sussumibile nella fattispecie di cui all’art. 570, comma 1, c.p.che sanziona le condotte contrarie all’ordine o alla morale delle famiglie, e chi sottrae agli obblighi di assistenza inerenti alla responsabilità genitoriale.

Posso avere l'affido esclusivo dei figli?

No in genere. la disciplina prevede che anche in caso di conflitto l’affido dei figli debba essere condiviso.

Ovvio che difronte ad una grave la conflittualità non solo è consigliabile non accedere alla negoziazione assistita ma quella andrà verificata ed esaminata dal Giudice il quale se dovesse convincersi che è dannosa per i figli adotterà ogni provvedimento a tutela della prole, anche ma in ultima ipotesi l’affidamento dei minori a terze persone se de caso e nel caso in cui i genitori si dimostrino incapaci di risolvere la loro conflittualità.

Privacy Policy