Diritto Penale Minorile

Il diritto penale in genere e in linea di massima può essere riassunto in tali termini quale insieme di norme giuridiche con cui lo Stato inibisce  e proibisce determinati comportamenti nelle relazioni tra le persone tra le persone e i beni tra le persone e la Pubblica amministrazione, tra le persone e le cose, tra le persone nell’esercizio del loro dovere e nello svolgimento di ruoli specifici non esclusi quelli genitoriali,  comunque tutte le condotte vengono freeadultvideo.org tastarporno.com accomunate dalla loro considerazione illecita a cui lo Stato reagisce mediante la minaccia di una sanzione penale sempre proporzionata alla gravità della condotta del reo. La pena sarà eseguita quando la condanna, dopo la celebrazione e lo svolgimento di un giusto ed equo processo, diventa definitiva.

Cosicchè la conseguenza della violazione di un comportamento proibito è, per l’appunto, l’afflizione della pena, ovvero di una pena quale sinonimo di ” sofferenza” che lo Stato infligge alla persona che ha violato un precetto/dovere giuridico. La pena consiste nella privazione o diminuzione di un bene individuale: vita, libertà, patrimonio.

La gravità delle conseguenze che seguono la violazione di un comportamento vietato induce lo Stato a porre rigorosi limiti nell’applicazione delle pene; queste infatti, per essere legalmente comminate, devono essere emanate da un giudice a seguito di un regolare processo penale.Nel processo penale minorile tali considerazioni sono aderenti ma la diversità del soggetto, perchè appunto minore, incide sulla definizione del concetto di pena non già prioritariamente afflittiva ma prioritariamente rieducativa, anzi esclusivamente rieducativa risocializzante e riabilitante. la disciplina è raccolta nel  “Codice del processo penale minorile”  rielaborato dapprima con il D.P.R. n. 488/98 integrato con le  32 norme di attuazione inserite nella legge Legge n. 272/1989. il testo principale è stato poi aggiornato con le modifiche apportate dal D.L. 23 dicembre 2013, n. 146, convertito, con modificazioni, dalla L. 21 febbraio 2014, n. 10.

il processo  minorile è diverso dal processo che viene celebrato per un soggetto adulto. La prima  sostanziale e comprensibile nonchè necessaria differenza la si riscontra nella composizione del Tribunale per i minorenni deputato a celebrare il processo.

Il Tribunale per i Minorenni (T.M.) è un organo specializzato dell’amministrazione della giustizia, che è stato istituito con R.D. n.1404/34 convertito nella legge n. 835/35. Il T.M. ha competenza esclusiva in materia penale e giudica, infatti, di tutti i reati commessi da da un minore, anche se commessi in concorso con persone adulte. Anche se il processo è celebrato dopo parecchio tempo e che quindi si celebri nei confronti di chi è ormai maggiorenne e si applicano sempre le regole dei processo penale minorile contenute nel Codice di Procedura Penale Minorile

Il T.M. è un organo collegiale, composto da quattro giudici due giudici  togati – cioè il Presidente e un giudice a latere e due giudici onorari uno uomo e uno donna selezionati tra soggetti di spicata competenza in diverse discipline art. 2 ciò per cui è corretto affermare che il T.M. sia un organo giudiziario specializzato, perché le persone che lo compongono hanno la capacità di interpretare esaminare e studiare e valutare i comportamenti,  dinamiche dei minori e dei familiari e del contesto esterno che si relazione con il minore imputato.

Il Codice Penale, che nell’attuale momento storico rappresenta il principale complesso di norme giuridiche penali, è entrato in vigore il 1 luglio 1931, e comunemente viene chiamato Codice Rocco, dal nome del Ministro della Giustizia dell’epoca, il quale ne fu anche il principale ispiratore ed artefice.

Nel corso degli anni molte norme del codice hanno subito modificazioni rispetto al testo originario anche ad opera delle molte leggi speciali che lo hanno integrato adeguandolo alle esigenze contemporanee.

Il codice Rocco è diviso in tre libri: il primo tratta Dei reati in generale, il secondo Dei delitti in particolare ed il terzo Delle contravvenzioni in particolare.

Il Codice non si limita alla descrizione dei singoli reati, ma consta anche di tutte quelle disposizioni (la così detta “parte generale”) che configurano gli elementi del reato, disciplinano i soggetti di questo, regolano l’applicazione della pena, prevedono cause di esclusione e di estinzione del reato e delineano tutti gli istituti predisposti per il funzionamento del sistema.

“Dunque, l’avvocato minorile non è un tecnico, ma deve essere assolutamente portato e capace a studiare tutte le dinamiche familiari per poter comprendere quale sia lo stato d’animo e freeadultvideo.org tastarporno.com le necessità del minore da tutelare anche se queste siano contrarie alla sua volontà espressa. e se avvocato d’ufficio, Curatore e Tutore anche avverso alle scelte del Tribunale per i minorenni e dei genitori se esistono.

non credere all’avvocato che, dopo aver perso una causa, fa l’adirato contro i giudici e ostenta di odiarli e di disprezzarli.. come le gelosie degli innamorati, il cuore dell’avvocato è tutto per la Corte croce e delizia della sua vita.

” se a notte tarda i gaudenti, nel rincasar dal teatro, passano sotto la finestra di un avvocato, la vedranno illuminata; egli è là, al suo tavolino, che nella quiete notturna redige, ardentissime lettere, prolisse enfatiche e noiose come tutte le lettere di amore; queste lettere si chiamano comparse, e questa sua amata si chiama la Corte” Pietro Calamandrei da “Elogio dei Giudici” ed. Ponte delle Grazie.

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