condizione di procedibilità – procedimento di mediazione – comparizione personale o delegata

condizione di procedibilità – procedimento di mediazione – comparizione personale o delegata

La S. Corte di Cassazione Sezione 3 Civile con la Sentenza 27 marzo 2019 n. 8473, nel tentativo di costruire un orientamento quanto mai pacifico sulla condizione di procedibilità avverata o meno in seguito alla partecipazione personale delle parti al primo incontro o agli incontri successivi, ha affermato che la disciplina ex art. 5, comma 1-bis, d.lgs. 4 marzo 2010, n. 28 prevede che sia onere della parte che intenda agire in giudizio (o che, avendo agito, non abbia azionato il procedimento e si sia vista opporre il mancato preventivo esperimento del procedimento, pertanto è stata rimessa davanti al mediatore dal giudice) di dar corso alla mediazione obbligatoria e che possa ritenersi adempiuto tale onere con l’avvio della procedura di mediazione e, ex art. 8, con la comparizione al primo incontro davanti al mediatore, all’esito del quale, ricevute dal mediatore le necessarie informazioni in merito alla funzione e alle modalita’ di svolgimento della mediazione, puo’ liberamente manifestare il suo parere negativo sulla possibilita’ di utilmente iniziare e proseguire la procedura di mediazione;

La condizione di procedibilita’ puo’ ritenersi pertanto realizzata al termine del primo incontro davanti al mediatore, qualora una o entrambe le parti, richieste dal mediatore dopo essere state adeguatamente informate sulla mediazione, comunichino la propria indisponibilita’ di procedere oltre. In assenza di una norma specifica che indichi la partecipazione personale della parte al primo incontro o nel proseguo, come è invece possibile rintracciare chiaramente nel processo civile agli artt. art. 231 c.p.c, relativi alla risposta all’interrogatorio formale disposto per la parte nel quale è previsto che “la parte interrogata deve rispondere personalmente” e, anche, nel successivo art. 232 c.p.c. che fa discendere precise conseguenze alla mancata presentazione della parte a rendere interrogatorio.
Su tali presupposti processuali la sentenza afferma il principio per cui in presenza del rilascio di una procura speciale (non certo autenticata dal difensore) la parte puo’ farsi sostituire con procura speciale anche – ma non solo, da un difensore non avendo la presenza in mediazione natura di atto di personale non delegabile (già così Tribunale Milano sez. XIII, 02/07/2019, n.6458)
Va per completezza registrato un diverso e meno severo orientamento affermato sia da Corte appello Torino sez. II, 05/06/2018, n.1062- secondo cui la parte può farsi rappresentare dal proprio difensore, sempre che nella procura alle liti sia espressamente contemplato il potere di compiere atti che importano la disposizione del diritto in contesa; sianche da Tribunale Torino sez. VIII, 12/04/2019, n.1662 secondo cui l’ordine del Giudice di disporre la mediazione può ritenersi assolto solo in caso di presenza personale della parte (o di un suo delegato) accompagnata dal difensore e non anche in caso di comparsa del solo difensore anche se delegato dalla parte. Quindi il potere di sostituire a sé stesso qualcun altro per la partecipazione alla mediazione può essere conferito con una procura speciale sostanziale. Ne consegue che, sebbene la parte possa farsi sostituire dal difensore nel partecipare al procedimento di mediazione, in quanto ciò non è auspicato, ma non è neppure escluso dalla legge, non può conferire tale potere con la procura conferita al difensore e da questi autenticata, benché possa conferirgli con essa ogni più ampio potere processuale.

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