nei confronti del padre rifiutato dai figli rimane inalterato l’obbligo di mantenimento economico – casistica –

nei confronti del padre rifiutato dai figli rimane inalterato l’obbligo di mantenimento economico – casistica –

Il caso: un padre ricorre in cassazione avverso la pronuncia della Corte di Appello della ravvisando che la modifica degli aspetti economici relativi al mantenimento filiare non aveva omesso debitamente l’incidenza della volontà della figlia ormai maggiorenne di non frequentare più il padre.

Secondo i giudici di appello la volontà rinunciataria dei figli è irrilevante per il mantenimento.
Il ricorso proposto dal padre soccombente davanti alla Suprema Corte è stato dichiarato inammissibile (Cass. civ. 30 gennaio 2019, n. 27359).
La Corte – in tale caso – ha ritenuto che la circostanza della mancata frequentazione tra padre e figlia quando dovuta proprio a una decisione di quest’ultima non interferisce, in termini economici, con il fatto che il ricorrente «non vada incontro ad alcun diretto esborso o ad alcuna cura in favore della stessa, parametri che vanno obiettivamente valutati in sede di determinazione del quantum dell’assegno di mantenimento per la prole».
La decisione sebbene possa apparire suscettibile di squilibrio va rapportata non già all’intensità degli incontri tra genitore e figli, ma in relazione al principio generale inderogabile, anche in caso di disoccupazione lavorativa, secondo cui nessuno dei genitori può essere esonerato dal mantenimento del figlio neppure in caso di intervenuta decadenza e in relazione al dato che l’assegno periodico di mantenimento non può essere oggetto di rinunzia da parte del genitore percipiente non trattandosi di un suo diritto ma del figlio.
Viceversa, e più elastica è quella parte di giurisprudenza che riconosce all’ex marito la possibilità di chiedere una riduzione dell’assegno di mantenimento concordato con la moglie se le sue condizioni di salute peggiorano Cass., sez. VI civ., ord., 25 settembre 2015, n. 19106)
Diversa è la situazione da valutare nel caso in cui il figlio maggiorenne per colpevole inerzia non ha raggiunto un’indipendenza economica. Ciò ha più volte sollevato il genitore dall’obbligo di versare il contributo al mantenimento.( Cass. civ., sez I, 22 giugno 2016, n. 12952)

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