nel PAT è valida la notifica di un atto giudiziario utilizzando l’indirizzo digitale di una P.A. pubblicato in un registro diverso dal REGINDE

nel PAT è valida la notifica di un atto giudiziario utilizzando l’indirizzo digitale di una P.A. pubblicato in un registro diverso dal REGINDE

La notifica via pec degli atti nel processo amministrativo telematico così come nel processo civile telematico è soggetta alla disciplina indicata dalla Legge 21 gennaio 1994, n. 53. Tale disposizione riporta non solo le regole tecniche per la creazione della relata e della busta da inviare, ma indica, altresì, quali sono gli indirizzi pec validi verso i quali è possibile effettuare la notificazione.

Il legale, difensore della parte che si accinge ad effettuare la notifica telematica con l’utilizzo della pec , deve estrarre tale indirizzo esclusivamente dai c.d. pubblici registri richiamati dalla L. n. 53/1994 tramite il rinvio all’art. 16-ter d.l. n. 179/2012.

Nel redigere la relazione di notificazione ex art. 3bis, co 5, lett. f)  l. 21 gennaio 1994 n.53, il legale deve indicare da dove ha estratto l’indirizzo del destinatario dell’atto da notificare.

L’art. 16-ter d.l. n. 179/2012 in origine prevedeva i seguenti registri:

– A.N.P.R. (Anagrafe della popolazione nazionale);

– Registro P.P.A.A. (Registro delle pubbliche Amministrazioni), espressamente richiamato dal D.P.C.M. n. 40/2016 per le notifiche nel processo amministrativo telematico;

– Registri detenuti da Ordini e Collegi Professionali (ad oggi non più utilizzabili);

– Registro delle Imprese;

– IndicePA (Indice delle Pubbliche Amministrazioni);

– INI-PEC (Indice Nazionale degli Indirizzi PEC);

– ReGIndE (Registro Generale degli Indirizzi Elettronici).

Il Registro IndicePA è stato istituito dall’art. 16, co. 8 del d.l. n. 185/2008 e reca gli indirizzi di posta elettronica della quasi totalità delle Pubbliche Amministrazioni italiane. Il d.l. n. 90/2014 ha successivamente espunto il riferimento a IndicePA dall’art. 16-ter del d.l. n. 179/2012 (convertito con modificazioni in L. 221/2012).

Tuttavia – affermano i Giudici di palazzo Spada (cfr.Consiglio di Stato sez. V, 12/12/2018, n.7026) –  gli indirizzi presenti nell’indice PA sono sempre pubblici, perché pubblico è il registro.

Se è utilizzato un indirizzo estratto da questo pubblico elenco è, come tale, utilizzabile per le notifiche (cfr. TAR Molise, Sez. I, ord. 13 novembre 2017 n. 420 . Ciò deve essere ribadito soprattutto se l’amministrazione pubblica destinataria della notificazione telematica è rimasta inadempiente all’obbligo di comunicare altro e diverso indirizzo PEC, da inserire nell’elenco pubblico tenuto dal Ministero della Giustizia (cfr. Consiglio di Stato comm. spec., 10/10/2017, n.2122).

A tale indirizzo si è anche e finalmente uniformato il TAR Calabria Catanzaro con la sentenza  n. 876 del 10.05.2019 in accoglimento di un ricorso in ottemperanza per l’esecuzione di un giudicato civile.

Fatto: il decreto emesso dalla Corte di appello di Catanzaro all’esito del ricorso ex Legge Pinto n. 89 del 24.03.2001 è rimasto ineseguito dal Ministero nonostante la sua regolare notifica avvenuta, per il decorso dei trenta giorni, presso l’Avvocatura distrettuale di Stato di Catanzaro.

La Corte di Appello ha verificato la regolarità delle notifiche del ricorso e del decreto e, per l’effetto del decorso dei trenta giorni, ha apposto, su richiesta della parte, l’attestazione dell’avvenuta formazione del giudicato.

Ricorso, decreto privo della formula esecutiva, documenti e modulo predisposto dal Ministero (reperibile dal sito del Ministero della Giustizia) sono stati notificati e trasmessi via pec all’indirizzo reperito da IndicePA (Indice delle Pubbliche Amministrazioni) non solo ai fini del decorso dei sei mesi, ma anche per il decorso dei 120 giorni, quest’ultimi previsti per poter accedere all’ottemperanza o per procedere- a dir si voglia- ad esecuzione forzata attraverso gli strumenti civilistici.

Con ordinanza interlocutoria, il TAR Catanzaro ha richiesto al ricorrente di produrre la copia della notifica del decreto ai fini del decorso dei 120 gg e la copia dello stesso con l’apposizione della Formula Esecutiva. Esposte con memoria dal ricorrente le ragioni delle scelte adottate e verificato che le stesse erano in linea con le norme in materia di notifica via pec , nonché conformi alle norme sui giudizi di ottemperanza, all’udienza fissata per la discussione il Collegio ha accolto il ricorso e ordinato l’ottemperanza del giudicato con il riconoscimento del decorso delle penalità nella misura degli interessi legali  per ogni mese o frazione di mese  a decorrere dal giorno della scadenza del termine indicato nel provvedimento emesso dalla Corte di appello di cui si chiede l’ottemperanza, penalità previste dall’art. 114, co. 4, lett. e) c.p.a. con contestuale e subordinata nomina del commissario ad Acta.

 

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