titolo – titolo esecutivo – ordinanza assegnazione somme – precetto – inammissibilita –

titolo – titolo esecutivo – ordinanza assegnazione somme – precetto – inammissibilita –

L’ordinanza di assegnazione, sopratutto se emessa fuori dall’udienza, non viene a conoscenza e non è conosciuta dal terzo pignorato, tale limite impedisce quest’ultimo sebbene pignorato la conoscenza del contenuto del provvedimento non consentendogli di porsi nella posizione di adempiere.

Il terzo difatti non è in grado di eseguirle l’ordinanza non essendo, tra l’altro,  destinatario di alcuna comunicazione di cancelleria.

Il creditore intervenuto o procedente affinchè al provvedimento ex art. 553 c.p.c di assegnazione delle somme possa conseguire il pagamento dovrà tenere in considerazione che tale ordinanza si sostituisce al titolo esecutivo; nel senso che il sopraggiungere di essa  modifica il lato passivo del rapporto tra creditore e debitore, sostituito questo con il terzo (non poche sono state negli anni recenti le pronunce di tal segno: si citano Cass., sez. III, sent. n. 9390 del 10/05/2016, Cass., sez. VI-3, ord. n. 13112 del 24/05/2017 e ord. n. 19986 del 10/08/2017 e repetita con Cass. civ., sez. VI-3, ordinanza 12/04/2018 n° 9173),

Il  creditore procedente non potrà, pertanto, mai notificare unitamente all’ordinanza l’atto di precetto, non solo perchè a ciò osta un  limite -di non recente creazione -per cui il terzo (che ha reso la dichiarazione) o il debitore che deve adempiere ad un pagamento dovrà ricevere un preavviso dal legale del creditore prima della notifica dell’atto di precetto che gli consenta di pagare il debito “puro”. L’ omissione dell’invio del preavviso, siccome pregiudica oltremodo la posizione debole del debitore, oltre ad poter essere sanzionata disciplinarmente, non legittima e non consente al creditore di notificare atto di precetto intimando le somme in misura superiore a quelle portate dal titolo esecutivo e viceversa legittima il debitore alla proposizione di opposizione a precetto – agli atti esecutivi ex art. 617 c.p.c. -. Il debitore non inadempiente difatti non può  essere gravato di spese ulteriori non necessarie per il creditore e non giustificabili nell’ottica di un rapporto che si svolge nel rispetto del principio di correttezza e buona fede”,  ravvisandosi in ciò un abuso dello strumento processuale esecutivo.

Per tale ragione, la notifica del precetto assieme all’ordinanza (di cui il terzo venga a conoscenza per la prima volta) rende anche inapplicabile l’art. 95 c.p.c. (regime delle spese nel processo esecutivo).

Ciò dunque il  creditore dovrà comunicare l’ordinanza di assegnazione al terzo ovvero potrà notificargli lo stesso provvedimento in forma esecutiva; ma, in tale seconda eventualità, non potrà essere contestualmente intimato il precetto (Tribunale di Rossano 24.4.2014 n.225) , risultando inapplicabile il disposto dell’art. 479, comma terzo, cod. proc. civ.; se tuttavia il precetto venga redatto di seguito all’ordinanza di assegnazione e notificato insieme con questa, senza che sia stato preceduto dalla comunicazione dell’ordinanza al terzo assegnato (e/o dalla concessione di un termine adeguato per adempiervi), si potrà configurare un abuso dello strumento esecutivo nei confronti del terzo assegnato, non ancora inadempiente (o non colpevolmente inadempiente).

Alla luce, e in conclusione, per le espresse valutazioni,  la Corte di cassazione  (Cass., sez. III, sent. n. 9390 del 10/05/2016) ha provveduto a confermare l’orientamento secondo cui il terzo  per eseguire il pagamento ha necessità di tempo e in conformità a quanto previsto dalla procedura descritta dall’art. 477 c.p.c. ” notifica agli eredi” al terzo non può essere notificato unitamente all’ordinanza l’atto di precetto.

About Avvocato

    You May Also Like

    Privacy Policy